La cessione del quinto può essere valutata anche dai lavoratori assunti presso società partecipate, aziende controllate da enti pubblici e realtà comunemente definite parapubbliche.
Si tratta di una categoria molto ampia, che può comprendere aziende attive nei trasporti, nell’energia, nei servizi ambientali, nella gestione delle reti, nella mobilità locale e in numerosi altri servizi di interesse collettivo.
La presenza di una partecipazione pubblica, però, non significa automaticamente che il lavoratore venga considerato un dipendente pubblico. Per valutare la richiesta occorre verificare la natura giuridica dell’azienda, il rapporto di lavoro, la documentazione disponibile e le caratteristiche specifiche del datore di lavoro.
Vediamo come funziona.
Cosa sono le società partecipate?
Le società partecipate sono imprese nelle quali una o più amministrazioni pubbliche possiedono direttamente o indirettamente una quota del capitale.
La partecipazione può appartenere, ad esempio, allo Stato, a una Regione, a un Comune o a un altro ente pubblico. Le imprese possono essere soltanto partecipate oppure sottoposte a un controllo pubblico diretto o indiretto.
Secondo l’ISTAT, nel 2023 le imprese partecipate operanti nell’industria e nei servizi comprendevano società partecipate direttamente da amministrazioni pubbliche, imprese controllate indirettamente da gruppi pubblici e aziende partecipate da altre società a controllo pubblico.
Cosa significa “azienda parapubblica”?
Il termine parapubblico viene spesso utilizzato nel linguaggio comune e commerciale, ma non identifica una categoria giuridica unica.
Può indicare aziende che:
- svolgono servizi di interesse pubblico;
- sono partecipate o controllate da enti pubblici;
- operano attraverso una forma societaria privata;
- gestiscono servizi locali o nazionali;
- presentano una struttura economica collegata alla Pubblica Amministrazione.
Le società partecipate non coincidono necessariamente con le amministrazioni pubbliche incluse dall’ISTAT nel settore istituzionale S.13. Per questo, nella valutazione di una cessione del quinto, è necessario verificare il datore di lavoro effettivo e non basarsi soltanto sul tipo di servizio svolto dall’azienda.
Come funziona la cessione del quinto?
La cessione del quinto è un finanziamento rimborsato attraverso una trattenuta applicata direttamente allo stipendio.
La rata non può superare un quinto della retribuzione netta mensile, corrispondente al 20%. Il datore di lavoro trattiene la somma dalla busta paga e la versa alla banca o alla società finanziaria che ha concesso il prestito.
Il dipendente non deve quindi effettuare bonifici o ricordare scadenze mensili. La durata del finanziamento può generalmente andare da due a dieci anni ed è prevista una copertura assicurativa obbligatoria per i rischi stabiliti dalla normativa.
Chi può richiederla?
La richiesta può essere valutata dai dipendenti di diverse tipologie di società partecipate o controllate da enti pubblici.
Possono rientrare, ad esempio, i lavoratori impiegati presso aziende che si occupano di:
- trasporto pubblico locale;
- servizi ferroviari;
- raccolta e gestione dei rifiuti;
- distribuzione dell’acqua;
- energia e reti;
- servizi aeroportuali;
- manutenzione urbana;
- gestione del patrimonio pubblico;
- servizi informatici per enti e amministrazioni;
- servizi pubblici locali.
L’appartenenza a una società partecipata non garantisce automaticamente l’approvazione. La pratica viene esaminata considerando il contratto del dipendente, la stabilità del rapporto lavorativo e le caratteristiche dell’azienda.
Il dipendente di una partecipata è pubblico o privato?
Dipende dalla struttura del datore di lavoro e dal rapporto contrattuale.
Molte società partecipate sono organizzate come società per azioni o società a responsabilità limitata. L’ISTAT rileva che, tra le partecipate pubbliche operanti nell’industria e nei servizi, le forme più diffuse sono proprio le S.r.l. e le S.p.A.
Di conseguenza, un lavoratore impiegato presso una società controllata da un Comune o dallo Stato potrebbe avere un contratto di natura privatistica.
Ai fini della cessione del quinto non è quindi sufficiente affermare di lavorare “nel pubblico”. È necessario identificare:
- denominazione esatta del datore di lavoro;
- forma giuridica dell’azienda;
- contratto applicato;
- anzianità di servizio;
- dimensione e solidità aziendale;
- eventuali trattenute già presenti.
Da cosa dipende l’importo ottenibile?
La rata rappresenta soltanto il punto di partenza.
L’importo che può essere erogato dipende anche da:
- stipendio netto;
- durata scelta;
- età del richiedente;
- anzianità lavorativa;
- contratto di lavoro;
- caratteristiche dell’azienda;
- quota cedibile disponibile;
- tasso applicato;
- costo dell’assicurazione;
- commissioni e spese;
- eventuale finanziamento da estinguere.
Due lavoratori con lo stesso stipendio, ma assunti presso aziende differenti, potrebbero ricevere simulazioni diverse.
Perché viene valutata anche l’azienda?
Nella cessione del quinto il rimborso è collegato direttamente al rapporto di lavoro.
Per i dipendenti è prevista una copertura assicurativa obbligatoria anche rispetto al rischio di perdita dell’impiego. La struttura dell’operazione riduce il rischio per il finanziatore, ma rende comunque importante l’analisi del datore di lavoro e della stabilità del rapporto lavorativo.
Per una società partecipata possono essere quindi considerati aspetti come:
- dimensione aziendale;
- numero dei dipendenti;
- solidità economica;
- settore di attività;
- continuità operativa;
- regolarità dei pagamenti;
- forma societaria;
- presenza di una partecipazione o di un controllo pubblico.
Ogni istituto finanziatore può adottare proprie politiche di valutazione.
Quali documenti possono essere richiesti?
La documentazione varia in base alla pratica. Generalmente possono essere richiesti:
- documento di identità;
- codice fiscale o tessera sanitaria;
- ultime buste paga;
- contratto o attestazione di servizio;
- certificazione stipendiale;
- documentazione relativa al TFR;
- informazioni sulle trattenute presenti;
- documenti relativi a eventuali finanziamenti da estinguere.
Nel caso delle aziende partecipate è particolarmente importante indicare correttamente la ragione sociale del datore di lavoro, evitando di inserire soltanto il nome dell’ente pubblico che ne possiede le quote.
Quali sono i principali vantaggi?
Rimborso automatico
La rata viene trattenuta direttamente dallo stipendio e versata all’istituto finanziatore.
Rata proporzionata al reddito
La trattenuta non può superare il 20% dello stipendio netto mensile.
Nessuna scadenza da ricordare
Il pagamento viene gestito attraverso la busta paga.
Nessun garante personale
La Banca d’Italia indica tra le caratteristiche della cessione del quinto l’assenza della necessità di presentare un garante personale.
Utilizzo libero della liquidità
La somma ottenuta non deve essere destinata obbligatoriamente all’acquisto di uno specifico bene.
Cosa controllare prima di firmare?
Prima di sottoscrivere il contratto è importante verificare:
- somma netta erogata;
- rata mensile;
- durata;
- numero delle rate;
- TAN;
- TAEG;
- costi assicurativi;
- commissioni;
- spese accessorie;
- importo complessivamente dovuto;
- condizioni per l’estinzione anticipata.
Il TAEG permette di confrontare il costo complessivo delle diverse proposte ed è riportato nel documento SECCI, che deve essere consegnato prima della firma.
È inoltre importante verificare che lo stipendio residuo, dopo la trattenuta, sia sufficiente per sostenere le spese personali e familiari per tutta la durata del finanziamento.
Perché richiedere una simulazione personalizzata?
Una simulazione consente di verificare:
- effettiva finanziabilità del datore di lavoro;
- quota cedibile;
- importo netto ottenibile;
- rata;
- durata;
- costi assicurativi;
- TAN e TAEG;
- somma totale da restituire.
Per i dipendenti delle società partecipate la valutazione personalizzata è particolarmente importante, perché aziende apparentemente simili possono avere strutture giuridiche, dimensioni e caratteristiche differenti.
Conclusioni
La cessione del quinto per dipendenti di società partecipate e aziende parapubbliche può rappresentare una soluzione per ottenere liquidità attraverso una rata trattenuta direttamente dallo stipendio.
La presenza di capitale pubblico costituisce un elemento utile per identificare l’azienda, ma non è sufficiente per stabilire automaticamente la fattibilità della richiesta.
È necessario valutare il datore di lavoro effettivo, il contratto, l’anzianità, lo stipendio, la quota cedibile e le condizioni complessive dell’offerta.
Richiedere una simulazione gratuita permette di verificare la posizione dell’azienda e ricevere una proposta costruita sulla situazione lavorativa del dipendente.
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